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Marco Megueni

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Sono un ragazzo simpatico, molto socievole ed estroverso. Mi piace divertirmi, stare in compagnia. Naturalmente ho anche molti difetti, ma sono proprio quelli che fanno apprezzare le qualità che ho..:D

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February 15

Sogno o son desto

Da non molte ore è trascorso san valentino. La festa degli innamorati, dei romantici e di coloro i quali hanno accanto a sé una dolce metà da coccolare.

La giornata è scivolata piuttosto lenta. Qualche esercizio di matematica, un’occhiata ai puntatori della lezione di informatica, un buon caffellatte caldo. E qualche gocciola poi, che non manca mai.

Mi sono ritrovato solo a casa. E avevo bisogno di un po’ di compagnia.

Ho trovato rifugio in un mondo virtuale, fatto di persone al di là di uno schermo e di un susseguirsi di parole, concetti, frasi, aforismi, formule che irrompono all’improvviso e prendono forma dinanzi agli occhi.

Mi piace rintanarmi qui ogni tanto, mi fa sentire parte di qualcosa. Parte di un motore che va avanti tra azioni e reazioni.

Distratto dalla “nobile” occupazione avevo perso la cognizione del tempo. Era tardi e fino ad allora la giornata non era stata un granchè.

Tra un break con la cioccolata bianca e alcune telefonate sbrigative, prendo l’auto ed esco.

Dove direte voi?

Qualcuno ha già capito…

Bè sì..a casa di Mary…e devo dire che mi sono divertito davvero tanto!

Uhm nella condizione in cui mi trovavo anche vedere il cane di Nicola mi avrebbe fatto star bene.

Ma cmq me la sono spassata..tra balletti improbabili, pose circensi, prove di karaoke e dubbie esibizioni; ed è svanito quell’alone di apatia che avevo, ricominciando così a sorridere!

Ma a parte i ringraziamenti a Mary questo non c’entra niente con quello che voglio dirvi. O quasi.

Sì perché ho da poco finito di chiacchierare amabilmente con un caro amico che vuole restare anonimo, e che, per rispettare la sua decisione, chiameremo Pierluigi Chiusolo Blackdecker.

E’ stata davvero una discussione molto produttiva che mi ha fatto ragionare sulle diverse sfaccettature del rapporto di coppia.

 

Pensavo determinate cose prima di stasera, ora ne sono meno convinto. Ho capito meglio perché amare significhi anche soffrire e perché le ferite più laceranti derivino proprio dal rapporto con il sesso opposto.
Avete rimpianti? Uff starete pensando, quante volte è capitato di immaginare cosa sarebbe successo “se”!

Vi siete mai chiesti perché?

Per quale motivo vogliamo a tutti i costi imprimere il nostro personalissimo sigillo al di sopra di tutto ciò che accade?

Penso che lo facciamo perché conosciamo i nostri limiti e comprendiamo che uno di questi sia proprio l’incapacità di essere artefici del nostro destino.

Una miriade di contingenze influenzano il nostro agire e finiscono per determinarne l’esito.

La rabbia può essere un esempio di ciò che dico. In un attimo di impulsività mandiamo a monte ciò che faticosamente avevamo costruito, come un castello di carte. Ma in quel momento non ci pensiamo, l’adrenalina ci scorre dentro, siamo fieri di essere esplosi con tanta violenza, di aver cacciato fuori la rabbia, di essere stati schietti e coraggiosi. Ma a mente lucida la percezione cambia. Ci si rende conto non tanto della forza d’animo mostrata ma delle conseguenze che ne sono scaturite, spesso dolorose. E’ la quiete come preludio alla tempesta. Nasce così il rimorso, ci si morde le labbra, si ha voglia di urlare, di cambiare se stessi e si rivive al rallentatore quel momento, come per riuscire ad individuarne esattamente l’attimo di delirio. Contate fino a dieci prima di innervosirvi

Una chiacchierata rilassante quindi, seppur dai toni sostenuti.

Abbiamo parlato molto, come non facevamo da tempo e i ricordi inevitabilmente si sono accavallati.

Ci siamo scambiati opinioni e impressioni riguardo esperienze vissute e abbiamo in ogni caso trovato l’occasione per riderci su. L’importante è sempre non prendersi troppo sul serio.

Sembra sempre però che io sia il primo a scrivere articoli dal tono troppo serioso e un po’ pesanti. Uhm da un lato è vero..ma fidatevi non sono triste o pessimista, sono solo riflessivo!

February 10

Schlaflosigkeit

Non mi era accorto fosse così tardi.

 

Non mi capita raramente di fare le ore piccole, di solito infatti preferisco la calma della notte perché ho molto tempo per rilassarmi e godermi un po’ di silenzio.

 

E spesso attendo impaziente l’aspettativa di trascorrere queste ore in assoluta solitudine.

 

Stranamente ora sono inquieto, non so cosa, o chi mi abbia spinto a scrivere, né cosa possa ricavare dal pigiare tasti e formulare pensieri. Ma mi lascio trasportare.

 

C’erano un giorni in cui scrivevo pagine e pagine che nessuno ha mai letto, altri in cui mi ricredevo e ci ridevo su, altri in cui costruivo menzogne per non dover affrontare il giudizio di alcuni. Altri giorni ero sincero, ma infelice, e altri ancora ero felice, ma in realtà mi accontentavo di esserlo.

 

Capirai..mi dico adesso..ero immaturo! Non avevo esperienza, non ero all’altezza di prendere in pugno la situazione e dare una svolta definitiva. Ma nemmeno ci provavo. Non ero capace di soffocare l’eccitazione per uno sguardo rivolto dalla mia parte, o una carezza leggera, o un sorriso che mi faceva sciogliere. Ma sono stato costretto a farlo. Né sapevo come e quando la rabbia che covavo sarebbe esplosa. O implosa.

Nemmeno pensare ai momenti divertenti riusciva a distogliere la mia attenzione dall’analisi di me stesso, né un amico o un confidente.

Ero inerme, abbandonato all’idea che quella svolta tanto agognata sarebbe giunta quando ormai il dolore aveva tracciato un percorso troppo profondo.

Di sicuro nessuno di voi mi capirà, e naturalmente l’euforia del momento (in senso lato, intesa come spinta creativa), svanirà non appena avrò finito di scrivere, ma lasciatemi cullare ancora un po’ nei ricordi, quelli inenarrabili per intero, ma solo accennabili.

 

Occasioni perdute, fiducia mal riposta, ottenere nulla in cambio della più sincera dedizione…

 

Ma qualcosa poi è successo, ed è bastato a spazzar via anni di amarezze e rimpianti. E ti sono immensamente grato, per avermi fatto capire quanto ero immaturo e quanto avevo bisogno di qualcuna come te. Ma questa è un’altra storia.

 

Ora sento di essere diverso, cambiato, ma conscio di aver seguito un percorso irto di ostacoli che mi ha portato ad essere quello che sono. Ed è proprio in virtù di questo che ora accetto di buon grado tutto quello che sta succedendo. Per questo non mostro disapprovazione o tristezza, come forse ti saresti aspettata. Perciò sono io a consigliarti, io ad incitarti e a desiderare di vederti felice.

 

Per un motivo solo, perché ho imparato moltissimo, e sebbene le parole o i gesti, le frasi e i litigi sono oramai ricordi, tutto quello che è stato lo porto nel cuore!

 

 

 

                                              (ah..non sono più inquieto, vado a dormire tranquillo!!)

 

 

 

ps..nn fraintendete l'articolo, se vi va leggetelo bene..e non giungete a conclusioni affrettate..(ma perchè uso il plurale?!?! Si sa che parlo con gigi.....)

February 09

Poker di 7!!!

Sono di ritorno da una serata di "ordinaria follia", con vecchi amici e vecchie passioni. Ne approfitto così per rompere un pò l'atmosfera greve che si era creata con gli altri due articoli. Che dirvi? Ho riletto i commenti di coloro che hanno gradito ciò che ho scritto e mi sembra doveroso ringraziare tutti con affetto.. , ho aggiunto il video dell'ultimo giorno di scuola e altre cosucce qua e là, se qualcuno ha richieste particolari riguardo ciò che vorrebbe trovare in questo spazio che si faccia pure avanti!! (nei limiti!! Capito Gigi??)
 
Tornando a noi, vi accennavo alla serata trascorsa in compagnia. Amici di vecchia data, un paio di mazzi di carte, un luogo accogliente.
 
Un cocktail già sperimentato, che dà di volta in volta risultati sorprendenti!
 
Assuefatti dall'adrenalina del gioco, gli occhi che scrutano sapientemente gli avversari. Cuori, quadri, fiori e picche.
 
In generale quindi niente di insolito, a parte le sfacciate dimostrazioni d'amore che quattro bellissime donne hanno mostrato a Carmine...
 
Tante risate, tanta spensieratezza..uhm e devo dire anche spunti interessanti discutendo di preferenze femminili, di esperienze vissute o di progetti futuri. Meglio tralasciare i dettagli però.
 
Come di consueto tressette selvaggio, con fortune alterne..e bestemmie gratuite
 
Il solito Nicola, che sembra ogni giorno sempre più affetto da teniasi...e le solite battute sulla sua genitrice (ahahah)
 
Insomma, non siamo cambiati per niente! E naturalmente non bastano poche righe x raccontarvi tutto quello che abbiamo fatto, dalle risate senza senso alle figuracce, dalla voglia di ritornare seri al ricominciare di nuovo subito dopo...
 
Per il resto usate un pò di immaginazione..
 
                                                                                      (Ah! E nessuno di noi ha fatto poker di 7!)
February 07

Un mondo inesplorato

(Un turbinio di brividi lo scosse all’improvviso, divampò un intenso calore. Sentiva di aver perso ogni contatto col mondo, il tempo cessò di esistere)

 

(socchiuse gli occhi)

 

Sognava, ma era sveglio.

Immaginava, tremava, si dimenava.

 

I tasti di un pianoforte componevano un’armonia che non conosceva, la melodia lo soggiogava, proiettando la percezione di sè al di là della sua stessa immaginazione.

 

E fu allora che la porta, da troppo tempo chiusa, gli si spalancò dinanzi.

 

La luce lo invase, bianca, pura.

 

(riuscì a trattenere una lacrima)

 

Voleva urlare al mondo intero ciò che aveva appena visto, la sensazione di inadeguatezza che era scomparsa, il fortissimo bisogno di non lasciar andare quel momento, la dirompente passione che stava crescendo in lui; aveva sconfitto il tempo, il suo inesorabile incedere, aveva dato un senso ai suoi sforzi, un senso all’intima ricerca di essere felice.

 

Eppure era bastato solo un semplice….

 

Sorrideva, abbandonato in quel paradiso, sentiva il profumo degli alberi di pesco, vedeva la luce scomposta nei sette colori, e il mondo ai suoi piedi.

 

Non voleva che tutto ciò finisse, aveva assaggiato l’essenza stessa del piacere sublimato, e non cercava altro.

 

(lentamente, con un leggero schiocco, quelle labbra si allontanarono dalle sue, era durato pochi secondi ma gli sembrarono un’eternità)

 

Sentiva il profumo dei suoi capelli soffici e il suo sguardo penetrante riusciva a sciogliere la sua natura virile.

 

La dolce figura mosse appena le labbra e sussurrò “è stato bellissimo.. a te è piaciuto?”

 

Sentì raggelare il sangue, aveva sognato quel momento da chissà quanto.

 

“Non puoi immaginare quanto!”

 

(Sì!..Ripetè a se stesso..il mio primo bacio è stato bellissimo!!)

Un pensiero speciale

Ti ho visto l’ultima volta di sfuggita quella sera maledetta, eri felice, in auto, ti sporgevi per salutarmi. Nei tuoi occhi c’era tutta l’allegria e la spensieratezza di un ragazzo che stava diventando uomo, che amava divertirsi e sapeva stare in compagnia. Avevamo parlato quella stessa mattina, mi avevi raggiunto a casa, e tra una partita alla playstation e qualche stupidaggine che non mancava mai, non avrei mai potuto immaginare che quelli sarebbero stati gli ultimi momenti della tua vita accanto a me. Ho la testa piena di ricordi e gli occhi gonfi di lacrime quando sento il tuo nome, quando vedo il tuo volto. Ricordo un giorno imprecisato d’aprile, avemmo un discussione sui programmi d’esame. Io e te avevamo scelto lo stesso. Il tempo, la memoria..questo l’argomento. Tu lo avevi già cominciato da un pezzo, io ero all’inizio. Nonostante ciò mi hai detto che lo lasciavi a me, e che volevi che mi impegnassi per portarlo a termine. Così ho fatto. Ricordo il modo in cui mi rimproveravi quando ti infastidivo o i nomignoli carini che ci affibiavamo a vicenda. Ricordo gli scherzi, le pazzie, i giorni insieme, le partite a calcetto. Ricordo il modo meraviglioso in cui mi facevi sorridere quando guardando me e la mia ragazza dicevi “come siete carini”. Ricordo la tua umiltà e mi sforzo di ricordare una sola volta, un solo episodio in cui mi hai fatto del male o hai offeso o calpestato qualcuno. Non li ricordo perché non ce ne sono. Ricordo i giri in motorino, tu che provavi a suonare la chitarra o ad improvvisare canzoni, la voglia matta di essere spontanei. Ricordo il tuo modo di parlare e come mi incantavo ad ascoltarti durante le interrogazioni, ripetendo a me stesso che dovevo impegnarmi come riuscivi a fare tu. Ricordo il tuo cercare di non stare al centro dell’attenzione, ma puntualmente ci finivi, spinto da noi, che vedevamo in te la figura dell’amico ideale. Ricordo il tuo modo di ballare, di ironizzare, di non arrenderti. Ricordo la tua forza d’animo,la maturità con cui hai affrontato la morte di tuo padre, la responsabilità e il peso di continuare a vivere con una ferita indelebile. Quel giorno maledetto ti ha strappato a noi, togliendoci la speranza di credere in un mondo in cui non siano sempre e solo i buoni a dover pagare. Per sempre resterà impresso nella mia mente il momento in cui tutto d’un tratto sono cresciuto, posto di fronte ad una vita infame, dinanzi ad una realtà che mi faceva schifo e che non volevo accettare. Ho cercato di farmi forza, di cercare nel conforto degli altri un bastone al quale appigliarmi, ma la verità è che mi sento incredibilmente terrorizzato, dinanzi alla morte, interdetto se considerarla come l’ultimo atto di un disegno provvidenziale o il frutto delle contingenze. Nessuno potrà mai rispondermi. Qualche giorno fa ho raccolto tute le immagini e i video che avevo di te..e ne ho fatto un dvd. Ora ti guardo quasi ogni giorno e tra quelle immagini che si ripetono e la musica che riempie il silenzio, ricerco il calore che un tempo sapevi darmi, come se la tua mano riuscisse a posarsi sulla mia. Sento scorrere le lacrime sulle guance, rabbia mista a dolore; sono orgoglioso di aver avuto la possibilità di conoscere una persona come te. Per sempre con noi!

 
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